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Il Rifiutato

  • Immagine del redattore: Parrocchia Perosa Arg.
    Parrocchia Perosa Arg.
  • 28 mar
  • Tempo di lettura: 5 min

Commento al Vangelo Domenica dell Palme 29/3/2026

Processo davanti a Pilato (27, 1-30)

1-2. Venuto il mattino, tutti i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Poi lo misero in catene, lo condussero via e lo consegnarono al governatore Pilato.3Allora Giuda - colui che lo tradì - vedendo che Gesù era stato condannato, preso dal rimorso, riportò le trenta monete d'argento ai capi dei sacerdoti e agli anziani, 4dicendo: "Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente". Ma quelli dissero: "A noi che importa? Pensaci tu!". 5Egli, gettate le monete d'argento nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi. 6. I capi dei sacerdoti, raccolte le monete, dissero: "Non è lecito metterle nel tesoro, perché sono prezzo di sangue". 7Tenuto consiglio, comprarono con esse il "Campo del vasaio" per la sepoltura degli stranieri…

11.Gesù intanto comparve davanti al governatore, che lo interrogò dicendo: "Sei tu il re dei Giudei?". Gesù rispose: "Tu lo dici". 12E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla. 13Allora Pilato gli disse: "Non senti quante testimonianze portano contro di te?". 14Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase assai stupito.15. Per la festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a loro scelta. 16In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. 17Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse: "Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?". .. 20Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù….23Ed egli disse: "Ma che male ha fatto?". Essi allora gridavano più forte: "Sia crocifisso!". 24. Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell'acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: "Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!". 25E tutto il popolo rispose: "Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli". 26Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

27. Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. 28Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, 29intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: "Salve, re dei Giudei!". 30Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo.


Durante la notte, Gesù era stato catturato, condotto nella casa di Caifa, Sommo sacerdote, ed interrogato da questi. Alla domanda di Caifa (Ti scongiuro, per il Dio vivente, di dirci se sei tu il Messia, il figlio di Dio), Gesù aveva risposto”Tu l’hai detto. Anzi vi dico che vedrete il Figlio dell’Uomo seduto ala destra di Dio venire sulle nubi del cielo”, cioè non solo si era proclamato Messia, l’uomo mandato da Dio a salvare il suo popolo, ma aveva anche affermato di essere quel personaggio celeste al quale Dio affidava il giudizio dell’umanità (Daniele 7).

Sentite le parole di Gesù, il Sommo Sacerdote aveva gridato: Ha bestemmiato….” e gli altri membri del Sinedrio avevano affermato che Gesù meritava la morte. Era una condanna per motivi religiosi.

vv. 1-2. Al mattino si riunisce il Sinedrio, il supremo tribunale religioso e civile ebraico, per avallare la condanna di Gesù, ma il Sinedrio non poteva eseguire condanne a morte. Queste erano riservate al governatore romano (la Palestina faceva parte dell’Impero Romano), che in quel tempo era Ponzio Pilato. Ecco perché Gesù è consegnato a Pilato. Ma di che cosa accusare Gesù davanti a Pilato? Certamente al governatore romano non interessavano le questioni religiose ebraiche. Allora i membri del Sinedrio accusano Gesù di dichiararsi re. Affermare di essere il Messia, infatti, per molti Ebrei significava proclamarsi re- liberatore dal potere romano. Questa era un’accusa che poteva interessare Pilato. Il Sinedrio quindi trasforma la condanna religiosa di Gesù in richiesta di condanna politica. Siamo sinceri nel nostro rapporto con il Signore o cerchiamo pretesti per allontanarlo dalla nostra vita?

Siamo sinceri nel rapporto con gli altri o usiamo il linguaggio per “distruggerli”?


Vv 3-9. Preso dal rimorso  per aver consegnato Gesù nelle mani dei capi religiosi per la cifra di 30 denari (il costo di circa 100 giornate lavorative), Giuda si ammazza. Questo discepolo era giunto alla conclusione di tradire il suo Maestro perché non era il Messia che egli immaginava, cioè un liberatore politico, e perché, in fondo, non condivideva l’insegnamento e il modo di vivere di Gesù.

A volte rinneghiamo il Signore per gli stessi motivi?

Se sbagliamo, ci abbandoniamo alla misericordia del Signore, anziché scegliere soluzioni sbagliate?


v. 11-38. Pilato pone a Gesù una sola domanda: “Sei tu il re dei Giudei?”. Gesù risponde: “Tu l’hai detto”. Gesù non nega di essere “re”, ma non il re pensato da Pilato e da molta gente.

I re umani, aveva ricordato Gesù, dominano, si fanno servire, opprimono… Gesù, invece, si è definito “colui che serve” , il “pastore” che guida il popolo di Dio, che “dona la sua vita… , e che è la presenza di Dio in mezzo agli uomini (il re biblico era l’uomo mandato da Dio per guidare Israele in Suo nome).

Con la sua risposta (Sei tu a dire che io sono re), Gesù rimanda Pilato e noi alla responsabilità di sapere quel che affermiamo, perciò di approfondire la conoscenza della sua persona e il significato del suo messaggio prima di fare delle scelte pro o contro di Lui. Conosciamo veramente Gesù e il suo messaggio quando eliminiamo entrambi dalla nostra vita?


Inoltre il racconto della passione mette il popolo di quel tempo e noi davanti ad un’altra domanda: “Volete libero Gesù o Barabba?”. Sta a noi scegliere. Barabba era in carcere con altri ribelli al potere romano: durante un’insurrezione avevano commesso un omicidio (Mc 15). La gente, istigata dai capi religiosi, sceglie il “salvatore” violento, non Gesù. La situazione si ripete oggi. Scegliamo la violenza o la via dell’amore per risolvere i problemi e migliorare le situazioni?

Questo racconto ci presenta anche la figura di Pilato, che ha riconosciuto l’innocenza di Gesù, ma si lascia trascinare dalle autorità religiose e dalla folla.  Per non opporsi a chi chiede la morte di Gesù, Pilato lo fa flagellare (era un castigo, ma anche un modo per giungere più velocemente alla morte) e lo consegna ai presenti dopo essersi lavato le mani. Questo gesto significava: “Volete morto il vostro connazionale? Fate quel che volete, io non mi interesso di questo caso”.

Non capita anche a noi di disinteressarci, per evitare problemi? Ci lasciamo trascinare dall’opinione comune anche se sbagliata?

Preghiamo e impegniamoci per non rifiutare Gesù.



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