Non più buio
- Parrocchia Perosa Arg.

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Commento al Vangelo Domenica di Pasqua 5/4/2026
v. 1. Il primo giorno della settimana, Maria di Magdala si recò al sepolcro di buon mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
v. 2. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!".
v. 3. Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro.
v. 4. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.
v. 5. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
v. 6. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là,
v. 7. e il sudario, che era stato sul suo capo, non posato là con i teli, ma avvolto a parte.
v. 8. Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.
v. 9. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè Egli doveva risorgere dai morti.
vv. 1-2. Il primo giorno della settimana, Maria di Magdala si recò al sepolcro di buon mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!".
All’inizio c’è un’indicazione temporale, evidentemente importante data l’insistenza sui particolari (il primo giorno della settimana, al mattino presto, mentre è ancora buio). E’ Domenica, il primo giorno dopo il grande Sabato, nel quale si era celebrata la Pasqua ebraica, il passaggio di Dio che aveva liberato il suo popolo dalla schiavitù dell’Egitto, e continua a passare. Però è ancora buio in due sensi, come spesso intende chi ha scritto questo Vangelo: 1) Il sole non è ancora apparso all’orizzonte quando Maria giunge al sepolcro per onorare il corpo del suo Signore. 2) E’ buio anche nel cuore di Maria, oscurato dal dolore. Ella, come i discepoli, non pensa lontanamente alla resurrezione se non a quella della fine dei mondo.
Ci lasciamo sopraffare dal dolore o cerchiamo nel Signore colui che passa oggi e ci introduce in una vita nuova? Siamo nel “buio” per quanto riguarda il nostro rapporto con il Signore?
Correndo, Maria raggiunge Pietro e l’altro discepolo, quello che Gesù amava, per avvisarli della mancanza del corpo del Signore e, aggiunge, “non sappiamo dove l’hanno posto”. Maria non è entrata nel sepolcro ma, avendolo trovato aperto, pensa che la salma del Signore Gesù sia stata trafugata.
Chi è “l’altro discepolo, quello che Gesù amava?”Sono stati scritti fiumi di parole su chi fosse. Si è pensato all’apostolo Giovanni, che avrebbe così evitato di nominare se stesso e durante la vita pubblica di Gesù si sarebbe sentito amato dal suo Signore. Giovanni non è stato l’unico amato: è il discepolo che è stato coinvolto nell’amore del Signore, come tutti gli altri e come ciascuno di noi. Giovanni ha preso coscienza di essere amato dal Signore. Noi, abbiamo capito questo?
Il «discepolo amato» corre velocemente e giunge per primo al sepolcro. Non entra, ma, guardando dal di fuori, nota che le bende, che avevano avvolto il corpo di Gesù, sono “afflosciate”, non contengono più il corpo di Gesù.
Colpito da questo particolare inaspettato e forse anche per rispetto di Pietro, il “discepolo amato” non entra all’interno del sepolcro, attende il compagno. Giunge intanto Pietro, entra nel sepolcro, e guarda con attenzione (così dice il verbo usato) le bende afflosciate, e poi nota anche che il sudario, cioè il panno che aveva ricoperto il volto di Gesù, non è insieme alle bende, ma giace in disparte, distaccato e arrotolato.
Il corpo di Gesù, come quello di tutti i morti, era stato unto con profumi e avvolto in un lungo e stretto “lenzuolo”, come vediamo nella sindone di Torino. Poi questa sindone era stata stretta al corpo di Gesù con delle fasce, e infine sulla testa era stato messo un sudario anche per coprire le ferite di Gesù.
La collocazione delle bende e del sudario davano un’indicazione chiara: il corpo di Gesù non era stato rubato, come succedeva frequentemente, tanto da spingere l’imperatore di Roma ad emanare una legge che prevedeva gravi pene per chi profanava le tombe e “rubava” i cadaveri. I ladri non avrebbero perso tempo a togliere la fasciatura e a avvolgere il sudario. Che cosa era successo?
A questo punto, nella tomba entra anche il discepolo amato, forse invitato da Pietro ad osservare ciò che era successo, anche perché occorreva la testimonianza di due persone perché essa fosse valida. Quest’ultimo discepolo osserva la scena in modo profondo, dice il verbo greco utilizzato nel racconto originale.
Il suo sguardo diventa capace di intuire ciò che è successo: Gesù è vivo!
Il discepolo che Gesù amava vede la posizione di quelle bende e crede in Gesù vivente, anche se non l’ha ancora incontrato e se non aveva capito gli annunci di Gesù a proposito della sua morte-resurrezione (ad es. in Matteo 16,21-23, in Matteo 17,22-23; in Matteo 20,17-19); anche se non aveva capito ciò Gesù voleva dire quando si era paragonato a Giona, rimasto tre giorni nel ventre della balena (Gesù rimane tre giorni nel ventre della terra); o quando aveva detto: “Distruggete questo tempio e io in tre giorni lo riedificherò” (parlava del suo corpo); o quando si era paragonato al “figlio dell’Uomo”, la figura celeste presente nell’Antico Testamento, che soffre e dà la sua vita per il suo popolo, ma che dopo vedrà la luce e riceverà in premio, da Dio, le moltitudini…. (Isaia 53). Gesù aveva annunciato la sua resurrezione, ma nessuno l’aveva capito, tanto questo avvenimento era lontano dalla loro mente.
Alla luce del fatto accaduto, quello della resurrezione, i discepoli e i primi cristiani capiranno il significato dell’Antico Testamento: non è lo scritto biblico che ha fatto pensare ad una possibile resurrezione di Gesù. La fede ebraica e quella cristiana partono dalla storia, non da idee.
Preghiamo ed impegniamoci per saper cogliere i segni della presenza del Signore risorto nella vita personale, in quella familiare, in quella sociale, nella storia di oggi, nei nostri ambienti di vita e nel mondo intero.




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