Volontà di fede
- Parrocchia Perosa Arg.

- 3 mag
- Tempo di lettura: 5 min
v. 1. Gesù disse ai suoi discepoli: “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.
v. 2. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”?
v. 3. Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, vengo di nuovo e vi prendo con me, perché dove sono io siate anche voi.
v. 4. E del luogo dove io vado, voi conoscete la via”.
v. 5. Gli disse Tommaso: "Signore, non sappiamo dove vai, come possiamo conoscere la via?".
v. 6. Gli disse Gesù: "IO SONO LA VIA, LA VERITA' E LA VITA. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
v. 7. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio; fin da ora lo conoscete e lo avete veduto".
v. 8. Gli disse Filippo: "Signore, mostraci il Padre e ci basta".
v. 9. Gli rispose Gesù: "Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: Mostraci il Padre?
v. 10. Non credi ch'io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
v. 11. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere che compio.
v. 12. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, compirà le opere ch'io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre”.
v. 1. Gesù aveva già parlato della sua morte e resurrezione, eppure di fronte all’annuncio della sua imminente partenza, i discepoli sono presi dall’angoscia e dalla tristezza e si interrogano: “Perché il nostro Maestro parla di lasciarci ora che, probabilmente, a Gerusalemme sarà proclamato re?”. Invece nella capitale politico-religiosa Gesù troverà la morte. Quindi, ecco, il suo invito: “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”. L’invito di Gesù è quello di continuare a credere in Dio Padre e in Lui (Gesù), benché non si realizzino le aspettative dei discepoli.
“Credere” nella Bibbia non significa soltanto approvare e vivere dottrine: significa aver fiducia in Dio, affidarsi a Lui, accogliere e vivere la sua parola. Non si tratta di un fidarsi a livello emotivo: il “cuore” non era inteso come sede delle emozioni, ma come sede della volontà. Dunque Gesù ci chiede di fidarci di Dio-Padre e di Egli stesso, e quindi di agire di conseguenza, usando intelligenza e volontà.
Siamo chiamati a vivere con fiducia, ad affidare la nostra vita concreta al Padre e al Figlio, specialmente quando la nostra fede vacilla perché, come succedeva ai discepoli di allora, anche noi possiamo appoggiarci alle nostre aspettative sbagliate: vorremmo un Signore fatto su nostra misura, anziché fare della Sua vita il metro di misura per la nostra, diventare sempre più simili a Lui.
Ci impegniamo a vincere il turbamento con la fede, con il vivere in unione a Lui, così da poter dire, con l’autore del salmo 23: “Anche se camminassi per una valle oscura, non temerei alcun male, perché Tu (Dio) sei con me”?
vv. 2-3. Alla richiesta di aver fede, Gesù aggiunge “Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. se non fosse così vi avrei forse detto: “Vado a prepararvi un posto?”. E quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io, siate anche voi.
I discepoli non devono temere, perché Gesù si assenta per poi ritornare quando la dimora per loro sarà pronta. La gente di quel tempo immaginava il cielo come la “casa” delle divinità (di Dio, per gli Ebrei), dove erano presenti tante dimore, nelle quali un giorno sarebbero giunti gli uomini. Gesù usa questa immagine popolare (non si può che usare questo linguaggio per parlare di realtà che ci sovrastano) per dire che la sua separazione fisica non sarà un’assenza, ma il passaggio ad una sua “nuova venuta”. I discepoli non devono quindi pensare ad una separazione definitiva da Lui, ma ad una sua diversa presenza già nella vita terrena, una presenza che si svelerà pienamente in Paradiso. (L’evangelista Giovanni presenta sempre questo doppio aspetto dell’azione del Signore Gesù: la sua opera inizia già nella storia e vedrà il suo pieno compimento nel futuro, in Paradiso).
Anche a noi il Signore assicura la sua costante presenza già nella nostra vita terrena, nell’attesa dell’incontro definitivo e totale che Egli avrà con noi in Paradiso. Non dobbiamo quindi sentirci abbandonati da Lui, ma cercare la sua nuova presenza, camminare con Lui, guardando con speranza alla sua “venuta definitiva”. Vogliamo vivere in questa duplice attesa?
vv. 4-7. Continuando ad esprimersi con immagini, Gesù si preoccupa di dire ai suoi discepoli che possono continuare a vivere con Lui anche dopo la sua dipartita, perché conoscono la via per raggiungerlo. Si tratta di percorrerla. Non si tratta soltanto di attendere la venuta del Signore, ma anche di continuare a vivere con Lui. Nel rapporto con Dio non c’è mai l’impegno di uno solo. Per parlare del rapporto Dio-uomo, la Bibbia prende in prestito i “contratti di alleanza”, che in quel tempo si facevano tra tribù e popoli, dove i due contraenti s’impegnavano a fare la loro parte. Il Signore, come anche Dio Padre, rispetta la nostra libertà, perciò chiede la nostra collaborazione, il nostro impegno di partner.
A Tommaso, che obietta: “Non sappiamo dove vai, come facciamo a conoscere la via?”, Gesù risponde: “IO SONO LA VIA, LA VERITA' E LA VITA. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”. Che cosa significa?
Gesù afferma che, per raggiungere il Padre, la Vita Eterna, occorre seguire Lui. Gesù è il “cammino” per incontrare il Padre già durante la nostra vita terrena. E non può essere diversamente poiché Egli, Figlio di Dio, sa come raggiungerlo e l’ha già raggiunto definitivamente anche con la sua umanità.
Inoltre il Signore Gesù, uomo che partecipa alla vita divina, può donarla pure a noi. Perciò Egli non è soltanto la “via “ da seguire, vivendo il Vangelo, ma è anche la VITA, LA SORGENTE DELLA VITA DIVINA, che viene riversata in noi se entriamo in un rapporto di fede con Lui, se accogliamo il dono di partecipare alla sua VITA, entrando in comunione con Lui, già su questa terra.
Gesù aggiunge di essere anche LA VERITA’, cioè la piena e vera rivelazione del Padre, poiché è il Figlio, che vive unito a Lui e lo conosce perfettamente.
Gesù dice, dunque, a Tommaso e a tutti noi: “Se tu credi ch’io sia la piena rivelazione di Dio e la sorgente della vita divina, allora cerca in me la VIA da seguire, la via che conduce al Padre, quel Padre verso il quale io vado (con la mia morte e resurrezione) e al quale sono già unito su questa terra, perché “Io e il Padre siamo una cosa sola”.
LA VIA PER ANDARE AL PADRE E’ UNA PERSONA (il Signore Gesù), CON LA QUALE VIVERE NELLA FEDE. L’IMPEGNO NOSTRO E’ QUESTO.
Preghiamo ed impegniamoci per esserne capaci.




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