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Vera voce, Vera guida

  • Immagine del redattore: Parrocchia Perosa Arg.
    Parrocchia Perosa Arg.
  • 25 apr
  • Tempo di lettura: 5 min

Commento al Vangelo IV Domenica di Pasqua

v. 1. In verità in verità io vi dico: “Chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro ed un brigante.

v. 2. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.

v. 3. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori.

v. 4. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce.

v. 5. Uno straniero invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei".

v. 6. Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.

v. 7. Allora Gesù disse loro di nuovo: "In verità, in verità io vi dico: Io sono la porta delle pecore.

v. 8. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti, ma le pecore non li hanno ascoltati.

v. 9. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.

v. 10. Il ladro viene per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza".


GESU’ PASTORE

vv. 1-5. In verità in verità io vi dico: “Chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro ed un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Uno straniero invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei.

Per comprendere questo passo evangelico dobbiamo conoscere gli ovili e la vita dei pastori del tempo di Gesù.

Gli ovili erano grotte naturali o recinti senza tetto, costituiti da muretti a secco (una pietra sopra l’altra), di forma circolare o rettangolare. Questi recinti avevano una sola apertura. Se non c'era una porta in legno, il pastore stesso si sdraiava nell'apertura del muro durante la notte, diventando la porta del recinto, per impedire alle pecore di uscire e ai predatori di entrare. Spesso gli ovili erano condivisi da più greggi di pastori diversi. In questo caso, a turno, uno dei pastori si sdraiava sull’apertura dell’ovile e gli altri pastori dormivano tranquillamente. Al mattino si presentavano i vari pastori e ognuno chiamava le sue pecore per nome. Le pecore conoscevano la voce del loro pastore, quindi uscivano e lo seguivano, sapendo che egli le guidava nei luoghi dove trovavano erba e acqua. In una regione sassosa, quale era la Giudea, il pastore e il gregge si spostavano continuamente in cerca di nutrimento Il pastore conduceva piano piano il suo gregge, perché nessun animale si perdesse, andando incontro ad una morte certa. Inoltre il pastore curava una ad una le sue pecore e condivideva la vita del suo gregge.

Gesù si rifà a questa esperienza per rivelare chi è e per aiutare la gente a scegliere la vera guida, il vero compagno di viaggio (Egli stesso). Spinge perciò le persone a confrontare la sua vita e il suo insegnamento con quello di altre guide religiose e politiche, che Egli denomina “ladri e briganti”. Usando queste parole, Gesù indica le guide religiose che allontanano la gente da Lui e da Dio con le loro interpretazioni errate della Bibbia; oppure quelle che insegnano come “parola di Dio” ciò che è solamente “tradizione degli uomini”, cioè modi umani di interpretare la volontà di Dio; o quelle che riducono la parola di Dio a tante norme, praticate dai sacerdoti ebrei, ma non sempre così importanti, credendo di avvicinare la gente a Dio. Gesù si riferisce a guide che trasformano la religione in leggi, anziché in un vero rapporto con Dio, e che, in fondo, nascondono il vero volto di Dio. Gesù si riferisce anche a guide politiche che “usano” la gente per il proprio tornaconto.

Oggi l’espressione di Gesù  (ladri e briganti) potrebbe essere applicata a chiunque ha un compito di guida (nella famiglia, nella comunità cristiana, nella società), se lo usa per affermarsi, per arricchirsi, per indurre le persone nell’errore.

Perché Gesù si paragona ad un “pastore”? Lo fa perché, nella Bibbia, tale immagine è applicata a Dio: Dio raduna il suo popolo, lo guida sulle strade giuste, si fa suo compagno di viaggio, è attento a non perdere nessuno e a dare a tutti e a ciascuno ciò che è bene…. Uno dei passi più belli, nel quale troviamo l’uso di questa immagine, è quello del Salmo 23: “Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Rinfranca l’anima mia. Mi guida per il giusto cammino per amore del suo nome. Anche se vado per una valle oscura non temo alcun male, perché Tu (Dio) sei con me. Il tuo bastone (per tenere a bada gli animali assalitori) e il tuo vincastro (ramo per rimettere le pecore sulla strada giusta) mi danno sicurezza.

Gesù è il nostro autentico pastore, che ci conduce a Dio, ai fratelli, al nostro vero bene. Scegliamo il Signore come guida della nostra vita? Viviamo sul suo esempio se siamo chiamati ad essere guida per altri?


GESU’ PORTA

vv. 7-9. Allora Gesù disse loro di nuovo: "... Io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti, ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.

In questo brano Gesù si definisce: “porta”. Qui troviamo l’immagine della porta dell’ovile che serve per dare alle pecore l’accesso ad un luogo sicuro e per permettere la loro uscita in cerca di nutrimento, ma nel v. 7 si parla di “porta delle pecore”. La “porta delle pecore” era una porta che introduceva nel tempio di Gerusalemme. Allora Gesù non si paragona solamente alla porta dell’ovile, ma anche alla porta che permetteva l’entrata nel luogo sacro dove Dio si rendeva presente: il tempio. Quindi Gesù dice anche di essere l’accesso al Padre, di essere il passaggio obbligato per raggiungere Dio. Se vogliamo usare un’altra immagine, possiamo dire che Gesù è il ponte che ci permette di raggiungere Dio. Nel Vangelo di Giovanni, al cap 14, leggiamo: “Nessun viene al Padre se non per mezzo mio”.

Possiamo ancora presentare un’altra immagine: “Gesù è l’interruttore che ci permette di essere raggiunti dalla corrente che proviene da Dio. Questa illumina la nostra esistenza, ci rende sorretti dalla pienezza della Vita divina, che il Signore Gesù, uomo e Dio, ci partecipa. Ecco perché la nostra comunione con il Signore è necessaria.

Crediamo nel Signore, viviamo con Lui, seguiamo il suo insegnamento in fatti e parole?

      Preghiamo ed impegniamoci a farlo.



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