Spinti a scegliere
- Parrocchia Perosa Arg.

- 22 feb
- Tempo di lettura: 5 min
Commento al Vangelo I Domenica di Quaresima 22/2/2026
v. 1. Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo.
v. 2. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame.
v. 3. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, dì che queste pietre diventino pane".
v. 4. Ma egli rispose: "Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio".
v. 5. Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio
v. 6. e gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo, ed
essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra".
v. 7. Gesù gli rispose: "Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo".
v. 8. Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse:
v. 9. "Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai"
v. 10. Allora Gesù gli rispose: "Vattene satana! Sta scritto infatti: Il Signore, Dio tuo, adorerai, a Lui solo renderai culto".
v. 11. Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano
vv. 1-2.: Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame.
Il racconto presenta la condizione pienamente umana nella quale Gesù vive la sua relazione con il Padre. Lo Spirito Santo spinge (così dice il testo originale) Gesù nel deserto per essere tentato. La tentazione non ha la finalità di far inciampare e cadere, ma di far scegliere nella libertà e nell’amore. Dunque Gesù è posto di fronte alla sua scelta di vita. Lo siamo anche noi. Se non fosse così saremmo burattini in mano a Dio. La tentazione fa quindi parte della vita e sta a noi scegliere il bene. Come rispondiamo alla tentazione?
All’inizio della sua vita pubblica, Gesù si interroga su che tipo di Messia essere. In quel tempo, infatti, la maggioranza della gente aspettava un liberatore politico, ma c’era anche chi pensava ad una guida simile a Mosè, a una figura celeste che avrebbe stabilito il Regno di Dio, a un Messia -sacerdote, che avrebbe purificato la vita del tempio… Per dare una risposta fedele a Dio, Gesù si ritira nel deserto di Giuda a pregare, a confrontarsi con il Padre, e a digiunare per essere attento a Dio. Ci poniamo in preghiera, ci confrontiamo con Dio, con la sua Parola, prima di fare scelte importanti?
La tentazione non avviene soltanto all’inizio della vita pubblica di Gesù ma anche dopo. Pietro, ad esempio, spingerà Gesù a scegliere la via dell’affermazione politica, le folle desidereranno un Messia che fa miracoli (ricerca di Gesù dopo la moltiplicazione dei pani), i suoi crocifissori gli chiederanno di dimostrare chi ha detto di essere, scendendo alla croce …
La tentazione è presente anche nella nostra vita: anche noi siamo chiamati a fare e riconfermare le scelte importanti della nostra vita alla luce di Dio.
Le tentazioni di Gesù sono descritte con un linguaggio simbolico, noto in quel tempo, il contenuto però corrisponde alla realtà.
Il tentatore fa balenare a Gesù il miraggio di un facile messianismo.
vv. 3-4: Il tentatore si avvicinò a Gesù e gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, dì che queste pietre diventino pane". Ma egli rispose: "Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio".
C’è anzitutto una sfida: “ Se Tu sei il Figlio di Dio, allora dimostralo usando questa figliolanza a tuo vantaggio: poiché hai fame, dì a queste pietre che diventino pane. Usa la tua potenza divina anche per ‘sfamare’ la gente, ossia scegli di essere un Messia che si preoccupa delle necessità materiali delle persone. Così ripeterai ciò che Dio ha fatto nel deserto, quando ha sfamato il suo popolo con la manna. Facendo questo, sarai seguito e potrai diffondere il tuo messaggio”.
Notiamo anzitutto la sottigliezza della tentazione: il Tentatore non propone nulla di male, anzi qualcosa che appare il bene di Gesù e del suo popolo e qualcosa che corrisponde a ciò che Dio aveva già fatto nel passato.
Dove sta il male? Sta nell’usare la potenza di Dio per interessi materiali personali ( la fame), per la propria gloria (aver molti seguaci). Sta nel conquistare la gente seguendo i suoi interessi materiali e nel ridurre il compito del Messia a colui che risolve i problemi umani. Gesù ha anche aiutato materialmente la gente, ad es. con la moltiplicazione dei pani e le guarigioni, ma non l’ha mai fatto per se stesso, per diventare qualcuno, o per conquistare la gente o ridurre il suo compito alla vita materiale. Quando i suoi miracoli erano interpretati così, Egli si dileguava.
La risposta di Gesù: “Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola di Dio” ci chiede di non assolutizzare le necessità materiali, per fare spazio a Dio, alla sua parola. Egli promuove l’uomo nella libertà, non lo rende schiavo.
Facciamo questa scelta di fondo?
vv. 5-7: Il diavolo invita Gesù a gettarsi giù dal punto più alto del tempio. Infatti - afferma il diavolo- Dio invierà i suoi angeli a sostenerti, perché è scritto nel salmo 90. Così facendo dimostrerai la tua fiducia nel Padre celeste e la verità della Sua parola. Gesù risponde che non si mette alla prova Dio, non gli si chiede di dimostrare ciò che ha promesso, non si strumentalizza la sua parola usandola per affermare la bontà delle proprie idee e azioni, ma si crede in Dio, si ha fiducia in Lui e nella sua parola.
Il demonio chiede a Gesù di buttarsi giù anche per spingerlo a fare un gesto spettacolare al fine di dimostrare di essere il Messia. Gesù non sceglie la strada miracolista: Egli conquista con l’amore e cerca in noi una risposta libera e fiduciosa. Abbiamo fiducia in Dio o pretendiamo che, alla maniera umana, dimostri di essere tale e la veridicità delle sue parole? Crediamo nel Signore solamente se fa miracoli? Lo “usiamo” per diventare importanti?
vv. 8-10: Satana chiede a Gesù di seguire la strada del potere e del dominio, chiede di credere in lui anziché in Dio, di riconoscerlo padrone del mondo: avrà sicuramente successo. Gesù rifiuta. Bisogna credere solo in Dio, non nelle promesse di falsi dei: avere, ambizione, potere. Quando si vive solamente per queste cose, si rovina la propria esistenza.
Preghiamo: Padre, fa che vinciamo le tentazioni di vivere pensando solamente ai bisogni materiali, di usarti per i nostri interessi, di considerare il nostro “dio” l’avere, l’ambizione e il potere.

Daniel Spoerri



Commenti